Test depersonalizzazione e derealizzazione

Test depersonalizzazione e derealizzazione gratuito e anonimo per riflettere su esperienze di distacco da sé, sensazione di irrealtà dell’ambiente, assorbimento mentale e discontinuità di memoria o tempo. Il risultato è immediato, orientativo e non diagnostico.

Esperienze brevi di estraneità o assorbimento possono comparire anche in persone senza un disturbo, soprattutto durante stress, stanchezza, ansia intensa o mancanza di sonno. Per interpretarle contano frequenza, durata, sofferenza e interferenza con la vita quotidiana.

Che cosa esplora il questionario

Il profilo considera quattro aree che possono presentarsi separatamente o insieme. Non esauriscono tutte le possibili esperienze dissociative e non permettono di stabilire la presenza di un disturbo.

Distacco da sé

Sensazione di osservare se stessi dall’esterno, estraneità rispetto al corpo, ai pensieri, alle emozioni o alle azioni.

Irrealtà dell’ambiente

Percezione del mondo come ovattato, lontano, piatto, artificiale o simile a un sogno, pur riconoscendo che l’ambiente è reale.

Assorbimento e disconnessione attentiva

Allontanamento mentale, perdita di parti di conversazioni, forte assorbimento interno o sensazione di procedere con il pilota automatico.

Continuità di memoria e tempo

Tempo percepito come mancante, ricordi ordinari sfocati o esperienza della propria storia come frammentata e poco continua.

Un punto importante: nella depersonalizzazione o derealizzazione la persona in genere riconosce che la sensazione di irrealtà è un’esperienza soggettiva. Se invece non riesci a distinguere ciò che è reale, senti voci, hai convinzioni insolite molto ferme o sei fortemente disorientato/a, è necessaria una valutazione clinica tempestiva.

Come compilare il questionario

  • Pensa soprattutto alle ultime settimane e al tuo funzionamento abituale.
  • Valuta la frequenza reale delle esperienze, non quanto ti sembrano strane o spaventose.
  • Considera anche durata, situazioni scatenanti, stanchezza, stress e impatto su studio, lavoro, relazioni o sicurezza.
  • Non interpretare automaticamente amnesie, distrazioni o sensazioni corporee come prova di trauma o di un disturbo dissociativo.

Evita l’ipercontrollo: controllare ripetutamente se ti senti reale, analizzare ogni sensazione o ripetere spesso il test può aumentare l’attenzione sui sintomi e rendere l’esperienza più persistente.

Test depersonalizzazione e derealizzazione

Privacy: le risposte vengono elaborate localmente nel browser e non richiedono registrazione.

Metodo, interpretazione e limiti

Il test della depersonalizzazione e derealizzazione consta di venti affermazioni valutate da 0 a 4. Ogni area comprende cinque affermazioni; l’indice complessivo va da 0 a 80 e descrive soltanto la frequenza riferita delle esperienze.

Una diagnosi richiede un colloquio clinico che valuti durata, sofferenza, interferenza, mantenimento del contatto con la realtà, stress, ansia o panico, sonno, uso di sostanze, farmaci, condizioni neurologiche e altre possibili spiegazioni. Un punteggio basso non esclude una difficoltà e un punteggio alto non conferma un disturbo.

Il risultato non dimostra che vi sia stato un trauma, non ricostruisce ricordi mancanti e non permette di diagnosticare amnesia dissociativa, disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione o altri disturbi dissociativi.

Se le esperienze sono nuove o improvvise, seguono l’assunzione di sostanze o farmaci, comportano perdita di coscienza, forte confusione, convulsioni, debolezza, difficoltà nel parlare o un mal di testa insolito e intenso, è importante richiedere rapidamente una valutazione medica. Se il distacco è persistente o interferisce con la vita quotidiana, può essere utile rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta, psichiatra o medico.

Riferimenti informativi

Autore e curatore della pagina

Dott. Massimo Continisio, psicologo e psicoterapeuta, autore e curatore editoriale di Test-Psicologici.it, docente ed esperto di teoria e tecnica dei test, psicometria e analisi dei dati psicologici.

Supervisione scientifica

Contenuti supervisionati dalla Dott.ssa Paola Grifone, psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio n. 13861.

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Domande frequenti

Questo test permette di diagnosticare un disturbo dissociativo?
No. Descrive soltanto la frequenza di alcune esperienze riferite. La diagnosi richiede una valutazione clinica e l’esclusione di altre cause.

Qual è la differenza tra depersonalizzazione e derealizzazione?
La depersonalizzazione riguarda il distacco da sé, dal corpo, dalle emozioni o dalle azioni. La derealizzazione riguarda la sensazione che persone, luoghi o ambiente siano irreali, lontani o simili a un sogno.

Un punteggio alto dimostra che ho vissuto un trauma?
No. Le esperienze dissociative possono associarsi a stress o trauma, ma possono anche comparire con ansia, panico, stanchezza, mancanza di sonno, sostanze, farmaci o altre condizioni. Il test non ricostruisce eventi passati.

La derealizzazione significa perdere il contatto con la realtà?
Di solito chi vive depersonalizzazione o derealizzazione riconosce che la sensazione è soggettiva. Se non riesci a distinguere ciò che è reale o sei molto disorientato/a, serve una valutazione tempestiva.

Quando è utile chiedere aiuto?
Quando le esperienze sono persistenti, spaventose, causano vuoti di memoria, interferiscono con il funzionamento o rendono insicuro guidare, lavorare con macchinari o svolgere altre attività.