Un attacco di panico è un episodio improvviso di paura o disagio intensi che raggiunge rapidamente il picco ed è accompagnato da sintomi fisici e cognitivi. Il disturbo di panico, invece, richiede attacchi ricorrenti e inaspettati seguiti da una preoccupazione persistente o da cambiamenti disfunzionali del comportamento.
Contenuti della guida
Attacco di panico e disturbo di panico
Attacco di panico
È un episodio circoscritto. Può comparire in diversi disturbi psicologici, in risposta a una situazione temuta oppure senza un fattore scatenante evidente.
Disturbo di panico
Comprende attacchi ricorrenti e inaspettati, paura di nuovi episodi o delle loro conseguenze e modificazioni persistenti del comportamento.
Attacchi attesi
Si presentano in relazione a situazioni o stimoli già riconosciuti come temuti, per esempio in alcune fobie o nell’ansia sociale.
Attacchi inaspettati
Sembrano comparire “dal nulla”. La presenza di attacchi inaspettati è centrale nella valutazione del disturbo di panico.
Il disturbo di panico e l’agorafobia sono diagnosi distinte, anche se possono presentarsi insieme.
Sintomi di un attacco di panico
Durante l’episodio possono comparire almeno quattro dei seguenti sintomi:
- palpitazioni o accelerazione del battito;
- sudorazione;
- tremori o scosse;
- sensazione di mancanza d’aria;
- sensazione di soffocamento;
- dolore o fastidio al petto;
- nausea o disturbi addominali;
- vertigini, instabilità o sensazione di svenimento;
- brividi o vampate di calore;
- formicolii o intorpidimento;
- derealizzazione o depersonalizzazione;
- paura di perdere il controllo o “impazzire”;
- paura di morire.
Attenzione: dolore toracico, difficoltà respiratoria marcata, perdita di coscienza o sintomi nuovi e insoliti richiedono una valutazione medica tempestiva. Non è prudente attribuirli automaticamente all’ansia.
Criteri diagnostici DSM-5
I criteri sono sintetizzati e parafrasati a scopo divulgativo. La diagnosi richiede una valutazione clinica completa.
- Presenza di attacchi di panico ricorrenti e inaspettati. Ogni attacco consiste in un’improvvisa ondata di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti e comprende almeno quattro sintomi fisici o cognitivi.
- Almeno uno degli attacchi è seguito, per un mese o più, da preoccupazione persistente per ulteriori episodi o per le loro conseguenze, oppure da un cambiamento significativo e disfunzionale del comportamento, come evitare attività, luoghi o sensazioni corporee.
- Gli episodi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza, di un farmaco o di un’altra condizione medica.
- Il quadro non è spiegato meglio da un altro disturbo mentale, come fobie specifiche, ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post-traumatico da stress o ansia da separazione.
Un singolo attacco di panico non equivale a una diagnosi di disturbo di panico. Sono determinanti ricorrenza, imprevedibilità, durata delle conseguenze e impatto sul funzionamento.
Il ciclo della paura del panico
Dopo un attacco, alcune persone iniziano a controllare costantemente battito, respiro, equilibrio o altre sensazioni corporee. Sensazioni normali possono allora essere interpretate come segnali di pericolo imminente, aumentando l’attivazione fisiologica e la paura.
Evitare sforzi fisici, mezzi di trasporto, luoghi affollati o situazioni lontane da casa può offrire un sollievo immediato, ma nel tempo può mantenere il problema e ridurre l’autonomia.
Valutazione clinica e diagnosi differenziale
La valutazione considera frequenza e caratteristiche degli attacchi, situazioni in cui compaiono, interpretazioni delle sensazioni fisiche, evitamenti, uso di sostanze o farmaci, condizioni mediche e presenza di altri disturbi d’ansia o dell’umore.
È particolarmente importante distinguere il disturbo di panico da patologie cardiache, respiratorie, endocrine, neurologiche e da effetti di caffeina, sostanze stimolanti o farmaci. Gli accertamenti medici vengono definiti in base ai sintomi e alla storia personale.
Per un primo orientamento è disponibile il test sugli attacchi di panico, che non conferma né esclude una diagnosi.
Trattamento e possibilità di miglioramento
Il trattamento viene personalizzato. La psicoterapia cognitivo-comportamentale può comprendere psicoeducazione, lavoro sulle interpretazioni catastrofiche delle sensazioni corporee, esposizione interocettiva e graduale riduzione degli evitamenti.
Quando indicato, il medico può valutare un trattamento farmacologico. La scelta dipende da intensità dei sintomi, condizioni associate, preferenze della persona, eventuali controindicazioni e risposta ai precedenti interventi.
La collaborazione tra paziente, psicoterapeuta e medico è particolarmente utile quando i sintomi fisici sono complessi o sono presenti altre condizioni cliniche.
Domande frequenti
Un attacco di panico è pericoloso?
L’episodio è molto intenso e spaventoso, ma i sintomi non devono essere interpretati automaticamente come panico. Soprattutto al primo episodio o in presenza di sintomi atipici è opportuna una valutazione medica.
Disturbo di panico e agorafobia sono la stessa cosa?
No. Sono diagnosi distinte. Possono coesistere, ma l’agorafobia riguarda la paura e l’evitamento di situazioni dalle quali potrebbe essere difficile allontanarsi o ricevere aiuto.
Un test online può diagnosticare il disturbo di panico?
No. Può offrire indicazioni orientative, ma non sostituisce colloquio clinico, anamnesi e, quando necessario, valutazione medica.
Bibliografia essenziale
American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5a edizione. Arlington, VA: American Psychiatric Publishing, 2013.
American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Text Revision, 5a edizione, testo revisionato. Washington, DC, 2022.
Alladin A. Integrative CBT for Anxiety Disorders. Wiley-Blackwell, 2016.
Responsabilità editoriale
Autore e curatore: Dott. Massimo Continisio, psicologo e psicoterapeuta.
Revisione scientifica: Dott.ssa Paola Grifone, psicologa e psicoterapeuta.