Tassonomia di Bloom: livelli, revisione ed esempi
La tassonomia di Bloom è un modello per classificare gli obiettivi di apprendimento e progettare attività didattiche coerenti con le abilità cognitive richieste agli studenti.
In breve: la versione originaria distingue sei livelli — conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi e valutazione — mentre la revisione del 2001 usa i verbi ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare e creare.
Significato e origine della tassonomia di Bloom
La tassonomia di Bloom nasce come sistema condiviso per descrivere e classificare gli obiettivi educativi. Il lavoro, coordinato da Benjamin S. Bloom e pubblicato nel 1956, mirava a rendere più coerenti progettazione, insegnamento e valutazione.
Il modello consente di formulare risultati di apprendimento osservabili e di distinguere attività che richiedono semplice richiamo di informazioni da attività che implicano comprensione, uso, analisi, giudizio o produzione originale.

I sei livelli della tassonomia originaria
1. Conoscenza
Ricordare termini, fatti, criteri, classificazioni, principi e teorie già appresi.
2. Comprensione
Tradurre, interpretare, spiegare o estrapolare il significato di un contenuto.
3. Applicazione
Usare conoscenze, regole o procedure in una situazione nuova o concreta.
4. Analisi
Scomporre un contenuto, riconoscerne gli elementi e individuare le relazioni tra le parti.
5. Sintesi
Combinare elementi diversi per costruire un prodotto, un piano o una struttura nuova.
6. Valutazione
Formulare giudizi sulla qualità di metodi, soluzioni o prodotti usando criteri espliciti.
Esempi di obiettivi didattici
| Livello | Verbi utili | Esempio |
|---|---|---|
| Conoscenza | elencare, definire, riconoscere | Elencare le fasi principali del metodo scientifico. |
| Comprensione | spiegare, riassumere, interpretare | Spiegare con parole proprie il significato di rinforzo. |
| Applicazione | usare, calcolare, dimostrare | Applicare una formula a un nuovo problema. |
| Analisi | confrontare, distinguere, organizzare | Confrontare due teorie individuandone analogie e differenze. |
| Sintesi | progettare, formulare, produrre | Progettare un'attività didattica integrando più fonti. |
| Valutazione | giudicare, argomentare, verificare | Valutare l'affidabilità di una fonte sulla base di criteri dichiarati. |
La revisione di Anderson e Krathwohl
Nel 2001 Lorin Anderson e David Krathwohl hanno riformulato il modello. Le categorie sono espresse come processi attivi: ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare e creare. La principale modifica è lo spostamento di “creare” al livello più complesso.
La revisione introduce inoltre una matrice a doppia entrata che incrocia i processi cognitivi con quattro tipi di conoscenza: fattuale, concettuale, procedurale e metacognitiva.

Le dimensioni della conoscenza
Fattuale
Terminologia, dettagli ed elementi di base necessari per lavorare in una disciplina.
Concettuale
Classificazioni, principi, generalizzazioni, modelli e relazioni tra concetti.
Procedurale
Metodi, tecniche, algoritmi e criteri per scegliere quando e come applicare una procedura.
Metacognitiva
Conoscenza delle proprie strategie cognitive, dei compiti e delle modalità personali di apprendimento.
Aree affettiva e psicomotoria
Accanto all'area cognitiva, la letteratura ha sviluppato classificazioni per l'area affettiva e per quella psicomotoria. L'area affettiva riguarda ricettività, risposta, attribuzione di valore, organizzazione dei valori e caratterizzazione. L'area psicomotoria riguarda invece progressivamente riflessi, movimenti di base, abilità percettive, qualità fisiche, destrezza e comunicazione non verbale.
Queste aree sono utili quando un percorso formativo non mira soltanto all'acquisizione di conoscenze, ma anche allo sviluppo di atteggiamenti, valori, abilità pratiche e coordinazione motoria.
Come usare la tassonomia nella progettazione didattica
- definire risultati di apprendimento osservabili e formulati con verbi precisi;
- allineare obiettivi, attività, materiali e prove di valutazione;
- evitare di concentrarsi solo sul ricordo di informazioni;
- prevedere una progressione da compiti semplici a compiti più complessi;
- usare criteri di valutazione coerenti con il livello cognitivo richiesto;
- considerare anche conoscenze procedurali e metacognitive.
Attenzione: la tassonomia non è una scala rigida da applicare meccanicamente. I livelli possono sovrapporsi e vanno adattati alla disciplina, all'età degli studenti e al contesto formativo.
Bibliografia essenziale
- Bloom, B. S. et al. (1956). Taxonomy of Educational Objectives. Handbook I: Cognitive Domain.
- Anderson, L. W., Krathwohl, D. R. et al. (2001). A Taxonomy for Learning, Teaching, and Assessing.
- Krathwohl, D. R., Bloom, B. S., Masia, B. B. (1964). Taxonomy of Educational Objectives. Handbook II: Affective Domain.
Domande frequenti
La tassonomia di Bloom è ancora attuale?
Sì, soprattutto nella versione rivisitata del 2001, perché aiuta a progettare obiettivi, attività e valutazioni in modo coerente.
I livelli sono sempre gerarchici?
Nella versione originaria sì; nella revisione il modello è più flessibile e orientato all'uso didattico.
Qual è il livello più complesso?
Nella versione rivisitata è “creare”, che richiede di produrre un risultato nuovo e coerente.
Serve solo a scuola?
No. Può essere usata nella formazione universitaria, professionale, aziendale e nella progettazione di corsi online.
Autore, curatore e revisione scientifica
Autore e curatore: Dott. Massimo Continisio, psicologo e psicoterapeuta.
Revisione scientifica: Dott.ssa Paola Grifone, psicologa e psicoterapeuta.